Uno spettacolo unico al mondo

Ero li in mezzo a quelle stalattiti e stalagmiti e pensavo “ma come cavolo è possibile?“.

Frasassi


Visita le Grotte di Frasassi a Genga“: per anni, dagli altoparlanti della spiaggia, ha rieccheggiato questo spot. Ciò, unito al fatto che per tutta la mia infanzia ho trascorso le mie vacanze estive a pochi km, ha fatto si che nella mia mente quel luogo fosse li da sempre.

In realtà la sua origine è molto più recente.

Le prime scoperte legate alle Grotte risalgono al 1948, ma è nel 1971 che alcuni speleologi del CAI di Ancona scoprirono un piccolo imbocco nella montagna.
Lanciarono un sasso per capire la profondità del luogo in cui stavano per accedere: calcolarono circa 120 metri. Avevano appena scoperto “Abisso Ancona” (nominata così in loro onore), la grotta che oggi, per prima, accoglie i turisti durante la visita. Ed è qui che si incontrano quelli che vengono chiamati “I Giganti” (concrezioni di 18 e 20 metri di altezza che percepirete come decisamente più bassi).

Il senso delle dimensioni e delle distanze sono la cosa che mi ha scioccata maggiormente.
La guida inizierà ad illustrarvi varie strutture che si sono formate nel tempo, partendo proprio da quei Giganti (tutte con nomi molto evocativi La Pancetta, Babbo Natale, il Castello delle Streghe, la Spada di Damocle, l’Orso) e vi dirà quanto sono grandi o distanti da voi. Sarà difficile credere a quello che affermerà: state tranquilli non sarete i soli a restare increduli, è solo colpa dei nostri occhi e del nostro cervello che si fanno ingannare con estrema facilità.

Dicono che sia “Uno spettacolo unico al mondo” e in effetti è così.

Come accedere alle Grotte di Frasassi

Prima di tutto il biglietto!
Indirizzatevi alla biglietteria, che si trova a 3 minuti di macchina dall’ingresso effettivo delle Grotte (anche se avete prenotato on line vi ci dovrete recare, ma non fare la fila!).
Sarete assegnati ad un gruppo di ingresso e con una navetta, compresa nel prezzo, sarete portati fino all’ingresso.
Vi consiglio di indossare qualcosa di caldo: dentro le Grotte vi è una temperatura costante di 14 gradi.
Sarete accolti da una guida appena superate le porte d’accesso e da li inizierà il vostro viaggio di scoperta di Frasassi.

Al ritorno potrete o riprendere la navetta o tornare a piedi, fermandovi a visitare l’Abbazia romanica di San Vittore alle Chiuse, che si trova proprio a metà strada tra le Grotte e la biglietteria.

Genga

Le Grotte di Frasassi si trovano a Genga.

Un piccolo borgo medioevale, racchiuso dentro le mura di un antico castello, che sembra un luogo fermo nel tempo: poche persone, ma tutto estremamente curato.

Qui c’è un museo storico a cui potrete accedere gratuitamente grazie al biglietto delle Grotte e dove potrete vedere da vicino la Vergine con Bambino in marmo bianco di Carrara, di Antonio Canova (la copia si trova all’interno del Tempio di Valadier).

Questo è il luogo ideale per una sosta: mangiare un panino con la vista spettacolare che si gode dagli affacci è rigenerante. Oppure, se siete fortunati, potete capitare quando la Taverna Infra Saxa (che si trova nella piazza del paese) è aperta. Potrete degustare alcuni dei più buoni affettati, formaggi, piatti e vini tipici della zona.

Infra Saxa

Tra le Grotte di Frasassi e Genga troverete l’origine di una piccola stradina che si inserisce sul fianco della montagna.
Parcheggiate e iniziate a camminare.
Dopo una decina di minuti in salita vi troverete di fronte ad un altro gioiello di questa zona: l’eremo di Santa Maria Infra Saxa e il Tempio di Valadier.

L’eremo risale presumibilmente all’anno mille (se ne hanno citazioni in un documento del 1029) ed apparteneva alle monache benedettine di clausura.

Davanti a questo, vi è un ampio piazzale dove sorge un’edificio a pianta ottagonale fatto erigere da papa Leone XII (originario di Genga).
La struttura fu realizzata dall’architetto romano Giuseppe Valadier, completato ed inaugurato nel 1828. Qui trovava la sua sede originale la Vergine con Bambino del Canova, di cui oggi è presente una copia.

Questo luogo è anche la sede del Presepe Vivente di Genga che ogni anno attira visitatori da tutta Italia: sono circa 300 i figuranti impegnati nella rappresentazione.

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