Andiamo a camminare?

Camminare non è un semplice gesto.

Quando ero piccola non ne capivo il senso. Perché farsi delle ore sotto il sole su una montagna, quando ci si può arrivare comodamente in macchina?
Con il tempo ho capito.

È un’attività che possono fare tutti, dal più piccolo al più grande.
Che ti mette alla prova e ti regala emozioni che si fissano negli occhi. Che ti fa venire le vesciche, ma ti stampa un sorriso in faccia quando arrivi in cima a quella famosa montagna.

Anche se è un movimento con cui abbiamo grande confidenza è solo in apparenza qualcosa di semplice.

Ad oggi le possibilità per fare trekking sono sempre di più, tanti quelli che decidono di unirsi a gruppi creati ad hoc, come tanti si improvvisano da soli… Ma bisogna fare attenzione!

Proprio dopo l’ultima camminata che ho fatto, dove è accaduto qualche imprevisto (sennò che divertimento c’è 😆!), ho pensato fosse importante condivide alcune lezioni che ho imparato negli anni e che mi sono tornate utili. Spero lo saranno anche per voi!

> Non improvvisare

Lo so è una cosa noiosa, ma informarsi e prepararsi prima di una camminata, soprattutto se si decide di affrontarla da soli, è fondamentale.

Studia il percorso su una cartina o una app… Ma sii sicuro di avere sempre un’alternativa per poter ritrovare la strada. Immagina di guardare solo la strada tramite l’app, il cellulare si spegne: cosa fai?
Oppure usi solo la cartina del nonno dove oramai i sentieri tracciati non esistono più, ti affidi ad una bussola oramai rotta o ti orienti guardando il muschio… Non rischiare! Meglio avere sempre una “opzione B”.

Purtroppo infatti i percorsi non rimangono fissi per sempre e non sono tutti così chiari e lineari. Fondamentale quindi e avere una cartina aggiornata e un buon spirito di osservazione: ti potrà capitare di trovare i segnali del sentiero “levigati” da tempo, tieni gli occhi aperti!

Fondamentale inoltre e prepararsi correttamente da un punto di vista fisico alla camminata. Se sei una persona sedentaria, non ti improvvisare scalatore del K2, ma cerca prima di fare una camminata adatta alle tue capacità!

Vedrai che dopo un po’ di uscite, il fiato e la gamba inizieranno seguirti meglio e potrai cominciare a fare anche percorsi più impegnativi.

Inoltre, se fai una uscita di gruppo, ti consiglio di individuare 1 o 2 persone che si occuperanno di mantenere un passo adatto a tutto il gruppo. Camminare insieme agli altri è bello per questo: chi è più rapido aiuta chi è più lento, trovando un passo comune.

> Mica è una sfilata!

Una volta deciso il percorso da fare dovrete valutare bene il vostro abbigliamento e ricordatevi: nessuno vi giudicherà per come siete vestiti. Non abbiate paura di risultare ridicoli per il calzettone lungo piuttosto che la maglietta tecnica, faranno la differenza!

Partiamo dalle scarpe: scarpa da camminata o scarpone sono la scelta migliore perché ci permettono più stabilità e meno paura di finire in una possibile pozza di fanga. Ci sono poi i ciabattari incalliti che vanno con le Birkenstock: non so come facciate, ma avete la mia stima, io proprio non riesco.

Con le scarpe ci va sempre il calzettone bello grosso, tale da non avere vesciche nei talloni dopo 3 minuti. Se prevedete un’uscita molto lunga magari portatene un paio di ricambio.

Cos’altro portare di ricambio? Anche una maglietta. Rimanere sudati dopo aver fatto diversi km non è propriamente consigliabile.

Pantalone o pantaloncino comodo e magari una felpa per quando vi fermerete in caso sia fresco.

Nel mio zaino non manca mai anche un keeway e la sua copertura per la pioggia: non so perché ma la nuvola di Fantozzi, io la becco sempre.

Un oggetto spesso sottovalutato, ma che potrebbe tornare utile a diversi, è il bastone da camminata. Da quando ho iniziato ad avere problemi alle ginocchia ne ho scoperto l’utilità, soprattutto in fase di discesa.

> Nello zaino

La crema abbronzante. Ecco questa è una cosa che ho imparato col tempo essere preziosa quando si va a camminare, ma che mi scordo puntualmente.
Soprattutto in quelle giornate in cui c’è un sole intenso e un bel venticello… Ecco, lì è la volta in cui il coppino diventerà rosso e la fronte sbionterà!

Per ripararsi dal caldo, vivamente consigliati, sono anche un berretto o una bandana e gli occhiali da sole.

Nello zaino ovviamente poi ci va una bella borraccia di acqua (non bevetela tutta nei primi 10 minuti!), qualcosa che vi dia energia (barrette, stecca di cioccolato, succo sono dei classici) ed il pranzo.

Opzionali che possono tornare utili in estate: telo e costume. Magari incontrate una bella cascatella!

> Probabilità e/o Imprevisti

No non mi riferisco alle carte di Monopoli!😂

Durante le camminate possono accadere davvero tanti imprevisti.
Una caduta che si trasforma in un infortunio, animali che si posizionano in mezzo al sentiero e non si vogliono spostare, sentieri interrotti… O ancora paura dell’altezza o dei bei funghetti da non toccare o bacche da non mangiare…

La cosa fondamentale in questi momenti è cercare di non farsi prendere dal panico: facile a dirsi, meno da farsi.

Cosa si può fare quindi per prevenire queste situazioni?
Quando studiate il percorso immaginate anche quali potrebbero essere le difficoltà: questo vi aiuterà almeno mentalmente a partire “già pronti”.

Per quanto riguarda gli infortuni potrebbe essere utile portarsi sempre un minimo di kit medicinale con del disinfettante e qualche cerotto per le vesciche.

Si iniziano a scollare i vostri scarponi, ma gli volete concedere un’ultima camminata? Portatevi dello scotch resistente da utilizzare in caso per “chiudere” la scarpa!

Oppure, e lo so che ce lo avete da qualche parte, il sempreverde coltellino svizzero, con i suoi mille accessori.

Per quanto mi riguarda non ho paura di partire a volte con qualcosa in più nello zaino: alla fine si parla di qualche grammo non di chili (non carichiamo una tenda!) e magari possono essere quelle le cose che ci salvano dall’imprevisto.

> Trova il tuo passo

Che tu sia in gruppo o da solo quello che ritengo importante, per godere davvero del cammino, è trovare il proprio passo.

Leggerete dei riferimenti sulle durate dei percorsi: prendeteli con le pinze.
Lasciatevi guidare dal sentiero e godetevi quello che c’è intorno a voi.

Lasciate il lettore mp3 a casa e mettete il cellulare in modalità aereo: risparmierete la batteria e staccarete anche il cervello!

Approfittatene per chiacchierare con i vostri compagni in strada o per fermarvi a conoscere le persone che abitano nella zona che andate a visitare. La cosa più bella è questa per quanto mi riguarda!

> Tracciabilità

Come accennavo ad inizio articolo si sono moltiplicate le app dedicate con mappe o possibilità di tracciamento dei percorsi.

Queste vi permetteranno di ripercorrere il percorso fatto, individuare il dislivello percorso, piuttosto che il tempo effettivo della vostra camminata.

Tra le varie vi consiglio Relive. Davvero ben fatta e facile da usare.

E ora via tutti in cammino (usando la testa)!

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